Che cos’è il jiu jitsu? Siamo tutti d’accordo che sia un arte marziale, anzi la definizione da manuale, che si limita ad una traduzione dal giapponese, è quella di “dolce arte”. Chi si limita a guardare le dimostrazioni o le gare dall’esterno si ferma a questo punto, ma chi invece è dentro una realtà come quella dell’unione Gruppi Jiu Jitsu potrebbe necessitare di molto tempo per dare una risposta, poichè tanti sono i significati che per ognuno ha l’andare in palestra e praticare questa disciplina.
Jiu Jitsu è un vero e proprio stile di vita, una filosofia a cui ogni jiutsuka si rifà non solo sul tatami ma anche nella vita di tutti i giorni, sul lavoro come in casa propria; essa ci da infatti delle regole ferree che ci permettono di vivere la vita secondo un rigore etico e morale che in altre discipline è difficile trovare.
Vi faccio un esempio: nonostante sul tappeto si studino tecniche, leve e proiezioni che possono veramente far male se eseguite senza un controllo più che perfetto vige la consapevolezza di non fare mai uso di questo bagaglio al di fuori della palestra , né per imporsi sugli altri facendone un mezzo di minaccia né per vantarsi in pubblico di ciò che si è in grado di fare; tutto ciò che si impara può servire certamente a difendersi in caso di estrema necessità ma benchè il combattimento sia l’aspetto più visibile si impara prima di tutto ad evitare di usarlo. Lo scontro infatti si deve evitare il più possibile e la consapevolezza di non essere superuomini deve essere costantemente presente in ogni atleta.
Questa introduzione mi era necessaria per spiegare come si studia all’interno dell’Ugj e l’ulteriore prova della validità di questi insegnamenti lo è che quest’anno è stato festeggiato il quarantesimo anniversario della fondazione dell’unione.
Fin dal lontano 1971, anno in cui venne fondata, l’Ugj porta avanti l’eredità lasciata dal maestro Gino Bianchi ( a cui va il merito di aver portato il Jiu Jitsu in Liguria), insegnando all’interno delle sette palestre che ne fanno parte questa arte marziale in tutti i suoi aspetti.
Ancora fresca infatti dell’enorme successo ottenuto al trofeo “Katana di Vario” a Norcia lo scorso marzo, non si è fatta scrupoli nel mettere sotto i propri atleti per preparare in ogni dettaglio quella che è stata una delle giornate più memorabili vissute nel panorama delle arti marziali liguri. Dalle ore 16.00 alle ore 19.30 i jiutsuka delle varie palestre, di ogni età e grado, hanno intrattenuto il pubblico presente in quel di Quiliano con le loro dimostrazioni, dalla semplicità delle cadute eseguite dai bambini fino ad arrivare alla spettacolarità delle prove delle cinture nere.
Numerosi sono stati gli apprezzamenti da parte dei presenti alla manifestazione, che si è conclusa con la premiazione degli ospiti illustri come il maestro Livio Proia ed il Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Garau.
I festeggiamenti si sono conclusi con la cena di gala al Village Hotel di Loano, ma quel che più resta impresso nella memoria, al di la dell’aspetto estetico e della riuscita di questa giornata, sono la serietà e l’impegno costante con cui tutti gli atleti dell’UGJ si dedicano alla disciplina; tutte le varie prove sono state un omaggio non solo per il pubblico ma anche a tutto ciò che il jiu jitsu ci ha dato e che continuerà a darci: siano esperienze non del tutto piacevoli, che sono comunque esperienze formative, siano grandi soddisfazioni come i passaggi di cintura o le nomine al grado di istruttori o di Maestri.
Tali titoli infatti non sono solo formalità burocratiche in stile nipponico ma sono titoli che ci porteremo lungo tutto l’arco della nostra vita e che saremo fieri di portare sia con il kimono addosso che con il pigiama quando si va a dormire.
Concludo questa riflessione come si conclude un allenamento: con il saluto a tutti i lettori e con l’invito a tutti gli atleti di continuare sulla loro strada con l’entusiasmo che hanno sempre dimostrato.
Michele Alluigi













